Lunedì 11 dicembre, ore 21

Biblioteca Civica, via Matteotti 3

Dibattito sulla fine della legislatura e la nuova legge elettorale

con i deputati PD. On. Paola Bragantini e On. Umberto D’Ottavio

L’ordine del giorno del Consiglio Comunale del 13 novembre presentava un punto particolarmente delicato al n. 7: la variante ad una variante appena approvata nel Consiglio Comunale di luglio. Allora “su istanza di privati” e “con il consenso unanime di tutti i proprietari interessati” l’amministrazione aveva approvato una modifica al Piano Regolatore che avrebbe consentito l’abbattimento di alcuni fabbricati del centro storico per realizzare un parcheggio pubblico presso l’attuale Piazza Vittorio Veneto. A novembre, in Consiglio si ritorna sulla decisione presa pochi mesi prima, perché qualcuno dei proprietari ci ha ripensato: evidentemente il consenso non era così unanime! Probabilmente neppure all’interno della giunta, visto che il Vicesindaco si è assentato dal Consiglio proprio a quel punto (l’ultimo) dell’odg. È vero che era in corso la partita della nazionale di calcio (responsabile dell’inconsueto orario del Consiglio Comunale alle 19.30), ma il Vicesindaco è una persona seria e siamo certi che non se ne sia andato per ragioni calcistiche.

Che cosa cambia rispetto alla variante approvata a luglio? Lo spazio che doveva aprirsi come una T di fronte alla piazza attuale, che a luglio dichiaravano essenziale per il centro storico, diventa ora un serpentone la cui unica logica è assecondare gli interessi di qualcuno senza dare fastidio a qualcun altro. Manca ancora una volta la visione d’insieme: a luglio ci avevano raccontato di voler “incentivare la residenza e il commercio”, ma intanto spostano la cubatura edificabile in periferia (ci si chiede se il vantaggio in questo caso non sia di qualche costruttore…); continuano a citare in Consiglio e nelle delibere “un parcheggio pubblico sia interrato che in superficie”, ma poi si rifiutano di discuterne perché non c’è ancora nessun progetto…

Nella votazione della variante di luglio ci eravamo astenuti, a novembre abbiamo votato contro con convinzione, dopo aver chiesto inutilmente che la delibera fosse ritirata, a vantaggio di una riflessione complessiva sul centro storico in generale e sul fantomatico parcheggio in particolare. Il Capogruppo di Insieme per Pianezza ha scomodato De Gasperi per giustificare il fatto che in politica è possibile cambiare idea e dunque si può votare una variante e variarla di nuovo dopo qualche mese. Certo che in politica si può cambiare idea, anzi… non vediamo l’ora di poter avere in Consiglio e nella città un confronto pubblico aperto, autentico, in cui si possano davvero valutare i problemi della città e contribuire insieme a risolverli, modificando ciascuno le proprie posizioni iniziali, con l’unico scopo del bene di Pianezza. Ma per questo si deve smettere di usare le varianti al Piano Regolatore per agevolare ora questo proprietario, ora quel costruttore!

Pianezza merita un progetto complessivo! Il ridicolo questionario somministrato ai cittadini senza criteri dichiarati, senza impegno di restituzione dei risultati, senza controlli sulla loro elaborazione, e con domande che rasentano il ridicolo (per es. alla domanda “ritieni che il centro per rinnovarsi abbia bisogno di un’attività commerciale viva, variegata, con una pluralità e qualità dell’offerta merceologica e con iniziative comuni”, chi potrebbe rispondere che sarebbe meglio un’attività commerciale morta, monotona, di scarsa qualità?) è la cortina fumogena destinata a nascondere le decisioni che intanto vengono prese come sempre nelle segrete stanze, a vantaggio dei soliti noti. Pretendiamo che sul centro storico si apra una fase di vera discussione pubblica, che si mettano le carte e i progetti in tavola, che si affronti la questione urbanistica nel suo complesso!

Un altro punto ha – inaspettatamente – suscitato molta discussione. Al n. 3 dell’odg si trovava il regolamento del consiglio comunale dei ragazzi, un’iniziativa già praticata da molti Comuni, che permette ai ragazzi delle scuole del territorio (di solito le scuole pubbliche) di misurarsi con l’elaborazione di proposte condivise, attraverso la discussione e il confronto di posizioni diverse, in un esercizio di democrazia certamente auspicabile fin dalla scuola primaria. Il nostro gruppo consiliare non poteva essere meglio disposto nei confronti del progetto, ed anche della sua estensione a tutte le scuole del territorio, pubbliche e private, nella sincera convinzione che la democrazia non possa che giovarsi del coinvolgimento di tutte le ragazze e tutti i ragazzi. A questo scopo nella conferenza dei capigruppo il nostro capogruppo dott. Aires aveva chiesto che venisse modificato l’art. 1 del regolamento, che prevedeva originariamente due consigli dei ragazzi, uno per la scuola pubblica, l’altro per la scuola parificata, argomentando che proprio la partecipazione di istituti diversi avrebbe accresciuto il significato democratico e il valore educativo dell’esperienza. I presenti si erano detti d’accordo e il regolamento era stato modificato, così che una seconda versione corretta era stata fatta pervenire ai consiglieri a ridosso del Consiglio stesso (poche ore prima). La cattiva abitudine in questo caso era giustificabile, perché di fatto la nuova versione recepiva la discussione già svolta nella conferenza dei capigruppo. Ma, in Consiglio, colpo di scena! Ecco una terza versione del regolamento, distribuita ai consiglieri pochi minuti prima della discussione di quel punto all’ordine del giorno. Di nuovo, all’articolo 1, ricompare lo sdoppiamento dei consigli comunali dei ragazzi: Pianezza non ne avrà uno solo, ma due, uno per la scuola parificata, uno per la scuola pubblica.

Perché? Perché così è più facile l’organizzazione all’interno delle scuole, ci ha detto il Sindaco. Il che è ovvio, ma non è un buon argomento. È chiaro che ogni scuola può al suo interno organizzare tutte le iniziative che crede per l’educazione civica dei suoi studenti, e – se vuole – può chiedere un riconoscimento di queste iniziative interne anche al consiglio comunale… ma chiunque vede che qui si tratta del processo contrario: il consiglio comunale “degli adulti” di Pianezza definisce l’esistenza di un consiglio analogo “dei ragazzi”, impegnandosi a prendere in considerazione suggerimenti e progetti. È difficile organizzare un consiglio dei ragazzi coinvolgendo più scuole? Sì, certo, ed è per questo che le esperienze già in atto nei comuni vicini si sono limitate alle scuole pubbliche. Ma perché non provare a coinvolgere anche la scuola parificata, con un progetto ancora più interessante? Per esempio, visto che il Sindaco ci ha spiegato che gli studenti dovrebbero eleggere i loro rappresentanti in consiglio per ordine di classe, per esempio 4 eletti da tutte le classi quinte, si potrebbe pensare all’elezione di 3 rappresentanti nella scuola pubblica, 1 nella parificata… un ulteriore elemento di educazione al pluralismo e alla democrazia, attraverso un’esperienza diretta anche del meccanismo e delle difficoltà della rappresentanza. Abbiamo provato a proporre questa soluzione, la collega dell’opposizione ha chiesto che si sospendesse la votazione del regolamento per darci tempo di elaborare meglio il progetto… niente da fare! Il Sindaco voleva l’approvazione subito e proprio di quel regolamento. La sua maggioranza ha obbedito compatta. Dunque Pianezza avrà due consigli dei ragazzi, con duplicazione dei sindaci, e soprattutto duplicazione delle proposte… Confidiamo nella saggezza dei docenti perché il progetto, anche in questa versione deforme, rimanga l’occasione di educazione civica che avrebbe dovuto e potuto essere senza ombre e senza incoerenze!