Il 14 marzo 2014 il Sindaco di Pianezza scrive al Presidente del Consiglio, “Sindaco d’Italia” e quindi suo collega, una lettera confidenziale, operativa e diretta, per chiedere soldi per la nuova scuola dell’infanzia allora in fase di progettazione. Pochi giorni prima, il 3 marzo, Renzi ha scritto ai sindaci italiani lanciando l’iniziativa #scuolenuove, ricevendo in risposta, come risulta dal sito del ministero, «4.400 richieste riguardanti nuove edificazioni, riqualificazioni, messa in sicurezza, efficientamento energetico e altre lavorazioni riguardanti l’edilizia scolastica». Sempre il sito del ministero comunica che «di queste sono risultate accolte tutte le 404 domande presentate da altrettante Amministrazioni che – possedendo tutte le risorse necessarie –  richiedevano unicamente lo sblocco del Patto di stabilità per l’anno 2014 oppure per il 2014 e 2015». La richiesta di Pianezza è diversa: le risorse non le possiede e quindi batte cassa.

Vale la pena di analizzare la lettera, che è un capolavoro dello stile Castello:

1) l’argomento forte è una menzogna: «la comunità di Pianezza necessita, con estrema urgenza, di un nuovo plesso di “Scuola dell’infanzia”, per un numero di 9 sezioni».

Non è vero. Guardiamo le proiezioni demografiche presentate dal sindaco Castello, riconfermato alle elezioni, nel Documento Unico di Programmazione 2017/2021, pag. 15:

I numeri dei posti programmati per la scuola materna diminuisce, non cresce. Crescono invece le sezioni previste nelle elementari e nelle medie: come stiamo ripetendo da mesi le problematiche da risolvere non riguardano la scuola dell’infanzia.

I numeri sono numeri. E infatti l’Ufficio Scolastico Regionale nel giugno 2016 non ha autorizzato le 2 sezioni in più che erano state richieste, e che avrebbero portato a 9 le sezioni della “Madre Teresa”, perché «il numero di alunni in lista d’attesa risulta di 0 [zero!] alunni»!

A domanda in merito in Consiglio Comunale il nostro Sindaco ha risposto che si potrebbero fare classi con meno bambini e che una scuola nuova rappresenta un investimento per il futuro… tutte belle cose ma bisogna fare i conti con la realtà: l’Ufficio scolastico regionale assegna tot insegnanti per tot alunni, quindi la numerosità delle classi non la decide il Comune! Quanto all’investimento sul futuro, la stessa amministrazione non prevede un aumento demografico che giustifichi l’estrema urgenza sottolineata nella lettera del Sindaco.

 

2) Ma a sostegno dell’argomento menzognero arriva lo scarica-barile, specialità in cui l’amministrazione di Pianezza è campione mondiale! La «situazione di emergenza» sarebbe stata causata «da un’errata programmazione degli spazi didattici effettuata da chi mi ha preceduto, oltre che da un contenzioso legale “ereditato” dalla precedente Amministrazione». Non si dice che il contenzioso legale vede il Comune di Pianezza PARTE LESA in un processo che riguarda l’errata progettazione di un ampliamento della scuola elementare “Nino Costa” (ampliamento richiesto dai numeri di cui sopra): quando ci si è resi conto che la struttura non sarebbe stata sicura, si è preferito assumersi la responsabilità di abbattere quanto già costruito piuttosto che tentare aggiustamenti.

 

3) Sull’uso che nella lettera a Renzi si fa del nome di Vito Scafidi non vorremmo dover aggiungere nulla. Che il nome del nostro giovanissimo concittadino, vittima di una tragedia gravissima, la cui memoria è ancora giustamente così viva nell’intera comunità, possa essere “usato” come una scorciatoia per arrivare più vicino all’orecchio del potere, è un gesto penoso su cui si vorrebbe tacere.

Va però detto che la scuola di via Pavese nasce come nuova sede della medesima scuola per l’infanzia attualmente ospitata sull’altro lato della via, che ha già il nome di “Madre Teresa”. È evidente che si tratterebbe di cambiare un nome già esistente, ed è anche evidente che questo non è competenza del Sindaco, ma del consiglio d’istituto. Lo ha riconosciuto qualche giorno fa il nostro Sindaco intervistato da “La Stampa”. Ha però aggiunto, e questo ci chiama in causa, che «in giunta siede lo zio di Vito e forse sarebbe stato poco opportuno». Da non credere! Non ci si preoccupa dell’opportunità quando si tratta di approvare una variante al piano regolatore che agevola direttamente un assessore (in merito il Sindaco ha definito “demagogia stupida” la nostra opposizione), ma si avanzano considerazioni di opportunità quando si tratta della memoria di una giovane vittima! Ancora una volta il Sindaco prova a scaricare su altri la semplice circostanza di aver fatto una promessa che non può mantenere.

No, Sindaco! Non ci stiamo! La responsabilità delle promesse non mantenute è soltanto sua.

Davanti al dolore di una mamma che ha perso un figlio in una tragedia l’uomo, prima che il politico, avrebbe dovuto fare una sola cosa: chiedere scusa.

Quello che è avvenuto invece è sotto gli occhi di tutti.