Pianezza e il gioco di Monopoli.

La storia è grossomodo questa: il sig. X acquista anni fa un terreno vicino a Piazza Rossi, con l’intenzione di costruirci sopra (come prevede il piano regolatore per quella zona). Il terreno è parzialmente intercluso, cioè per poter accedere alla strada si deve rinunciare a parte della ‘cubatura’, ma il sig. X lo acquista ugualmente, probabilmente pensa di poter trovare una soluzione. Il sig. Y ha un’attività commerciale in Cassagna e vorrebbe chiudere uno spazio che al momento è coperto soltanto da una tettoia, ma non può più farlo perché ha già costruito quanto prevede il piano regolatore per quella zona (malgrado un indice di edificabilità già elevato).
Il piano regolatore non è la Bibbia, si intende, e può essere modificato, anche prevedendo la realizzazione di aree “ad arcipelago”, che nel linguaggio un po’ ostico delle norme urbanistiche significa che aree anche distanti fra loro vengono a far parte dello stesso piano edificatorio.
Il Comune può legittimamente intervenire con varianti del piano regolatore, quando le modifiche rispondano all’interesse della comunità.
Ora il sig. X vorrebbe vendere al sig. Y la quota edificabile che non può realizzare perché il suo terreno è parzialmente intercluso e non ha trovato una soluzione per l’accesso alla strada. Ma per questo c’è bisogno che il Comune predisponga una variante al piano regolatore. Normalmente questo avviene in presenza di un evidente interesse pubblico e della collettività. Ma in questo caso vi sono solo interessi privati, se si esclude la cessione dovuta da parte del sig. X del terreno per parcheggi (peraltro inferiore ai requisiti del Piano Regolatore) e il versamento (di legge) di una quota in denaro al Comune da parte del sig. Y. La legge è rispettata. Certo, è un po’ strano che il Comune prenda parte attiva per consentire un accordo tra privati, che è essenzialmente nell’interesse dei privati… ma sappiamo che le operazioni del Comune di Pianezza sono spesso rivolte alla soluzione ad hoc del singolo caso personale, invece che orientate a prospettive di insieme e all’interesse comune. Forse anche questo caso rientra nella tipologia degli interventi paternalistici e un po’ clientelari.
Qui c’è dell’altro, però, perché capita che il sig. X sia un assessore della Giunta che governa il Comune di Pianezza. Ripetiamo: non si sta commettendo nessun illecito. Ma non tutto ciò che non è illecito è per ciò stesso opportuno o moralmente corretto. Se una Giunta favorisce con una proposta di delibera un suo assessore (e per svariate decine di migliaia di euro) forse qualche conflitto di interesse si pone e anche qualche problema etico. Perciò i consiglieri di Pianezza Democratica hanno votato contro la variante in questione, che è passata con i voti della maggioranza.
Sappiate dunque, cittadini pianezzesi, che d’ora in poi potrete tranquillamente rivolgervi al Comune chiedendo varianti del piano regolatore ad personam per scambiarvi edificabilità, come in un gigantesco Monopoli (cedo Vicolo Corto in cambio di un albergo in Parco della Vittoria…). C’è un precedente illustre, questa Giunta una variante non potrà più negarla a nessuno!